Oggi parliamo di Cagliari. Naturalmente intendo della Cagliari pallonara, della Cagliari che ogni settimana si unisce per sostenere la squadra della propria città. Una storia centenaria (anno di fondazione 1919), dalla Serie B alle vette della Serie A in pochi anni. Ma com’è stato possibile tutto questo?

Chi segue la Serie A ha ancora negli occhi il posticipo della quattordicesima giornata: quel “Monday night” che ancora illumina gli occhi dei tifosi sardi. Cagliari – Sampdoria è stata una partita semplicemente meravigliosa. Abbiamo visto le squadre giocare a viso aperto, abbiamo visto un Cagliari spesso e volentieri padrone del campo, che ha espresso un ottimo gioco, costringendo la Samp a scoprirsi. Il 4 a 3 di lunedì sera ce lo ricordiamo bene. Ci ricordiamo, però (forse un po’ meno bene) le ultime partite del Cagliari. Il Cagliari stecca le prime due partite della stagione (contro Brescia e Inter), ma poi infila un filotto di dodici risultati utili consecutivi. Tra questi voglio citare la vittoria 0 a 1 a Napoli, il pareggio 1 a 1 in casa della Roma e le vittorie contro Atalanta (0-2 in trasferta) e Fiorentina (5-2 in casa). 8 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte che valgono un quarto posto a dir poco inatteso e sorprendente.

Il principale artefice di tutto ciò è forse Maran. Il mister, ex Chievo, arriva in Sardegna la scorsa stagione. Dopo un anno di alti e bassi il Cagliari chiude al 16° posto in classifica, rischiando la Serie B solo nel finale di stagione. Il mercato estivo è condotto in maniera impeccabile: una cessione remunerativa (Barella all’Inter per circa 40 milioni) e vari nuovi ingressi. Cito quelli più importanti: il ritorno di Luca Pellegrini in prestito dalla Juve, Simeone in prestito dalla viola, Olsen in prestito dalla Roma e un centrocampo di tutto rispetto formato da Nandez (giovane uruguagio ex Boca), Rog e l’eterno (ragazzino – di fisico ma anche di testa – ) Nainggolan. Il centrocampo. Ed è proprio da qui che passa la stagione (fin ora) strepitosa del Cagliari. E’ questo il reparto che ci sta riservando le più grandi sorprese. A partire dal’espertissimo Luca Cigarini, mediano e regista della squadra sarda, capace di confezionare 4 assist in 11 partite, che completa il reparto con la sostanza e la tecnica di Nandez (1 gol e 2 assist in 14 partite), con la creatività di Rog (o Castro) e con l’estro strepitoso e la mobilità del Ninja Nainggolan (4 gol e 5 assist in 14 apparizioni), che agisce alle spalle delle punte. Proprio il capitano dei sardi è forse la chiave del gioco del Cagliari. Il belga imposta, ricama, rifinisce e conclude l’azione. L’ex Roma è diventato un vero e proprio “tuttocampista” capace sia di aiutare dietro, sia di far partire l’azione e sia di concluderla. Sembra rinato rispetto alla sua esperienza all’Inter, sarà l’aria di mare della Sardegna!
Sarà, ma sta di fatto che ora la Sardegna pallonara sta vivendo un sogno ad occhi aperti, un quarto posto più che meritato dalla squadra di Maran che gioca bene a pallone e che diverte i propri tifosi, con una leggerezza e un’allegria testimoniata da quel “Maran offrici da bere” che risuonava all’interno di un Autogrill su non ricordo quale autostrada. Sta di fatto che la stagione è quasi a metà, e, tanto più che siamo nell’anno del centenario e che sognare non costa niente, sognare non soltanto è lecito, ma è obbligatorio.
E allora: Cagliari, continua a sognare!
