Oggi parliamo di Cagliari. Naturalmente intendo della Cagliari pallonara, della Cagliari che ogni settimana si unisce per sostenere la squadra della propria città. Una storia centenaria (anno di fondazione 1919), dalla Serie B alle vette della Serie A in pochi anni. Ma com’è stato possibile tutto questo?
Chi segue la Serie A ha ancora negli occhi il posticipo della quattordicesima giornata: quel “Monday night” che ancora illumina gli occhi dei tifosi sardi. Cagliari – Sampdoria è stata una partita semplicemente meravigliosa. Abbiamo visto le squadre giocare a viso aperto, abbiamo visto un Cagliari spesso e volentieri padrone del campo, che ha espresso un ottimo gioco, costringendo la Samp a scoprirsi. Il 4 a 3 di lunedì sera ce lo ricordiamo bene. Ci ricordiamo, però (forse un po’ meno bene) le ultime partite del Cagliari. Il Cagliari stecca le prime due partite della stagione (contro Brescia e Inter), ma poi infila un filotto di dodici risultati utili consecutivi. Tra questi voglio citare la vittoria 0 a 1 a Napoli, il pareggio 1 a 1 in casa della Roma e le vittorie contro Atalanta (0-2 in trasferta) e Fiorentina (5-2 in casa). 8 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte che valgono un quarto posto a dir poco inatteso e sorprendente.
Il principale artefice di tutto ciò è forse Maran. Il mister, ex Chievo, arriva in Sardegna la scorsa stagione. Dopo un anno di alti e bassi il Cagliari chiude al 16° posto in classifica, rischiando la Serie B solo nel finale di stagione. Il mercato estivo è condotto in maniera impeccabile: una cessione remunerativa (Barella all’Inter per circa 40 milioni) e vari nuovi ingressi. Cito quelli più importanti: il ritorno di Luca Pellegrini in prestito dalla Juve, Simeone in prestito dalla viola, Olsen in prestito dalla Roma e un centrocampo di tutto rispetto formato da Nandez (giovane uruguagio ex Boca), Rog e l’eterno (ragazzino – di fisico ma anche di testa – ) Nainggolan. Il centrocampo. Ed è proprio da qui che passa la stagione (fin ora) strepitosa del Cagliari. E’ questo il reparto che ci sta riservando le più grandi sorprese. A partire dal’espertissimo Luca Cigarini, mediano e regista della squadra sarda, capace di confezionare 4 assist in 11 partite, che completa il reparto con la sostanza e la tecnica di Nandez (1 gol e 2 assist in 14 partite), con la creatività di Rog (o Castro) e con l’estro strepitoso e la mobilità del Ninja Nainggolan (4 gol e 5 assist in 14 apparizioni), che agisce alle spalle delle punte. Proprio il capitano dei sardi è forse la chiave del gioco del Cagliari. Il belga imposta, ricama, rifinisce e conclude l’azione. L’ex Roma è diventato un vero e proprio “tuttocampista” capace sia di aiutare dietro, sia di far partire l’azione e sia di concluderla. Sembra rinato rispetto alla sua esperienza all’Inter, sarà l’aria di mare della Sardegna!
Sarà, ma sta di fatto che ora la Sardegna pallonara sta vivendo un sogno ad occhi aperti, un quarto posto più che meritato dalla squadra di Maran che gioca bene a pallone e che diverte i propri tifosi, con una leggerezza e un’allegria testimoniata da quel “Maran offrici da bere” che risuonava all’interno di un Autogrill su non ricordo quale autostrada. Sta di fatto che la stagione è quasi a metà, e, tanto più che siamo nell’anno del centenario e che sognare non costa niente, sognare non soltanto è lecito, ma è obbligatorio.
La notte appena trascorsa ci ha svelato il vincitore del Pallone d’oro, ma non solo. Infatti, sono stati premiati anche il miglior Under 21 dell’anno (Premio Kopa), il miglior portiere (Trofeo Yashin) e la migliore calciatrice (Pallone d’oro femminile)
Ma andiamo con ordine.
La serata dello Chatelet inizia proprio con la premiazione di Mathias De Ligt come miglior giovane Under 21 dell’anno. Il giocatore della Juventus ha ringraziato compagni di squadra attuali e passati, oltre che la sua famiglia, per questo splendido anno che lo ha consacrato come il miglior giovane del 2019.
Successivamente è stato assegnato il premio Yashin come miglior portiere del 2019. Come pronosticato, il premio è andato al brasiliano Alisson. L’estremo difensore del Liverpool ha ringraziato la famiglia e il club per gli obiettivi raggiunti.
Il pallone d’oro femminile è invece andato a Megan Rapinoe. La calciatrice statunitense è stata protagonista dello scorso mondiale femminile e ha condotto da capitano la sua nazionale alla vittoria.
Si passa poi al pezzo forte della serata. Si assegna il pallone d’oro. Si parte dalla trentesima posizione. A vincere l’ambito premio è però Leo Messi. Alla Pulce è stato assegnato il suo sesto pallone d’oro della carriera. Il podio è completato da Virgil Van Dijk e da Cristiano Ronaldo.
La vittoria del Pallone d’oro 2019 ha destato abbastanza scalpore, in quanto l’opinione pubblica si è terribilmente divisa, tra chi sostiene che la vittoria di Messi sia meritata e tra chi sosteneva la vittoria di qualche altro giocatore. Personalmente credo che sia stato lo stesso nome di “Messi” a fargli vincere il pallone d’oro. O meglio, che Messi, pur non avendo disputato un’ultima stagione sopra le righe, abbia vinto il prestigiosissimo premio per la fama che si è costruito negli anni. Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per Cristiano Ronaldo, arrivato sull’ultimo gradino del podio. La stagione di Ronaldo non è stata eccezionale e, a mia opinione, altri giocatori avrebbero potuto stare al suo posto sul terzo posto del Pallone d’oro.
Detto questo, credo che la vittoria del pallone d’oro da parte di Messi sia stata alquanto ingiustificata, perché altri giocatori hanno giocato meglio e sono stati forse più decisivi. Basti pensare al centrale difensivo del Liverpool Virgil Van Dijk, o al portiere della stessa squadra Campione d’Europa. Credo che mai come quest’anno sarebbe stato comprensibile, e anzi, forse necessario, un cambiamento. Si sarebbe potuti cambiare passo, “abbandonare” Messi e Ronaldo, il loro dualismo e la sfida infinita per decidere chi sia il migliore, e, per una volta, distogliere lo sguardo dai soliti attaccanti, pur fondamentali per una qualsiasi squadra, ma poche volte incisivi come un difensore (o, ancora meglio, un portiere).
Di seguito la classifica completa del Pallone d’oro 2019:
1- Lionel Messi (Argentina/Barcellona) 2 – Virgil Van Dijk (Olanda/Liverpool) 3 – Cristiano Ronaldo (Portogallo, Juventus) 4 – Sadio Mané (Senegal/Liverpool) 5 – Mohamed Salah (Egitto/Liverpool); 6 – Kyllian Mbappé (Francia, PSG); 7 – Alisson (Brasile/Liverpool); 8 – Robert Lewandowski (Polonia/Bayern Monaco); 9 – Bernardo Silva (Portogallo/Manchester City); 10- Riyad Mahrez (Algeria/Manchester City); 11 – Frenkie de Jong (Olanda/Ajax poi Barcellona); 12 – Raheem Sterling (Inghilterra/Manchester City); 13 – Eden Hazard (Belgio/Chelsea poi Real Madrid); 14 – Kevin de Bruyne (Belgio/Manchester City); 15 – Matthijs de Ligt (Olanda/Ajax poi Juventus); 16 – Sergio Aguero (Argentina/Manchester City); 17 – Roberto Firmino (Brasile/Liverpool); 18 – Antoine Griezmann (Francia/Atletico Madrid e Barcellona); 19 – Trent Alexander-Arnold (Inghilterra/Liverpool); 20 – ex aequo: Pierre-Emerick Aubameyang (Gabon/Arsenal) e Dusan Tadic (Serbia/Ajax); 22 – Son Heung-min (Corea del Sud/Tottenham); 23 – Hugo Lloris (Francia/Tottenham); 24 – ex aequo: Kalidou Koulibaly (Senegal/Napoli) e Marc-André Ter Stegen (Germania/Barcellona); 26 – ex aequo: Georginio Wijnaldum (Olanda,Liverpool) e Karim Benzema (Francia/Real Madrid); 28 – ex aequo: Joao Felix (Portogallo/Atletico Madrid), Marquinhos (Brasile/PSG) e Donny van de Beek (Olanda/Ajax).
La quattordicesima giornata di Serie A di apre col botto. L’anticipo delle 15:00 è un derby. Al Rigamonti di Brescia si gioca Brescia-Atalanta. Passano in vantaggio gli ospiti al 26’ con il cross di Castagne deviato in rete da Pasalic, protagonista di una prestazione sontuosa, coronata dalla doppietta che arriva al 61’ su assist di Ilicic. Lo stesso Ilicic chiude la partita al 92’ sfruttando un errore della difesa bresciana. L’Atalanta vince 0 a 3 e per il Brescia si mette davvero male. Dalle parti di Torbole già si inizia a parlare di esonero per Fabio Grosso, e sarebbe già stato ricontattato Corini, disposto a tornare sulla panchina delle rondinelle. Sta di fatto, però, che Balotelli e compagni devono darsi una svegliata per tentare la scalata ad una classifica che li vede ultimi. *E’ di ieri (lunedì 2 Dicembre 2019 l’ufficialità del ritorno di Corini sulla panchina delle Rondinelle)
Alle 18:00 di sabato si gioca Genoa-Torino. Entrambe le squadre, a cerca di punti, si affrontano a viso aperto, ma è il Torino che vince di misura. Il match winner è il difensore brasiliano Bremer, che devia in rete un corner di Verdi al 77’. La squadra di Mazzarri si rilancia in classifica, raggiungendo il decimo posto, quella di Thiago Motta può, però recriminare contro la sfortuna avuta nella partita di Marassi (due legni colpiti nel secondo tempo).
L’ultimo anticipo del sabato è Fiorentina-Lecce. Alle 20:45 al Franchi si affrontano i viola, a caccia di punti dopo alcune uscite poco soddisfacenti e i salentini, vogliosi di punti salvezza. Finisce 0-1 per gli ospiti. Decide un gol di La Mantia al 49’, che sfrutta l’incursione di Shakhov per depositare la palla alle spalle di Dragowski. La Fiorentina orfana di Ribery (uscito per infortunio) e di Chiesa (infortunato) perde ancora e, a questo punto per Montella sembra essere arrivato il momento della resa dei conti. Si parla di Gattuso come sostituto sulla panchina dei viola. Vedremo cosa accadrà? Al contrario, il Lecce distanzia la zona retrocessione di 4 punti salendo al 15esimo posto in classifica. Gli uomini di Liverani stanno dando tutto pur di rimanere nella massima categoria: ce la faranno? Solo il tempo saprà darci una risposta.
La prima partita della domenica è sicuramente la più bella dell’intero turno di Serie A. Il 2-2 tra Juventus e Sassuolo è il risultato di 90 minuti giocati ad un ritmo altissimo. Passa in vantaggio la Juve al 20’ con Bonucci, che dalla distanza, sfrutta una deviazione per segnare il suo secondo gol stagionale. Il Sassuolo pareggia con Boga al 22’ su assist di Caputo. Lo stesso Caputo porterà in vantaggio i neroverdi sfruttando al 2’ minuto della ripresa un errore della difesa bianconera: retropassaggio azzardato di Cuadrado, De Ligt che rinvia addosso a Caputo e papera di Buffon sul tiro della punta pugliese. Il gol del definitivo 2 a 2 è siglato da Cristiano Ronaldo su calcio di rigore. Netto il fallo di Romagna su Dybala in occasione del penalty. Da segnalare la prestazione del debuttante Stefano Turati, portiere classe 2001 al debutto assoluto in Serie A che nega la vittoria alla Juventus con alcune parate meravigliose. Si ferma la corsa della Juventus che sembra non essere ancora pienamente in possesso degli insegnamenti tattici di mister Sarri. Il Sassuolo, guidato dal diamante (forse ancora grezzo) di Boga, difende la 14esima posizione. Dunque, l’Inter tenterà il sorpasso ai danni dei Campioni d’Italia nella partita delle 15:00
A San Siro l’Inter mette la freccia ed effettua il sorpasso ai danni della Juventus. I nerazzurri battono 2 a 1 la Spal trainati da un meraviglioso Lautaro Martinez che ne fa due ai ferraresi. Al 16’ su assist di Brozovic e al 41’ su assist di un rinato Candreva, l’argentino condanna la Spal ad un’altra sconfitta e al 19esimo posto in classifica. Di Valoti su assist di Cionek la rete degli emiliani. Quanto durerà il momento fantastico dei nerazzurri? E riuscirà la Spal a risalire la china e a rimanere in Serie A?
Sempre alle 15:00 si gioca all’Olimpico. Lazio-Udinese finisce 3 a 0 grazie (tanto per cambiare) ad uno straordinario Immobile, che ne fa due (9’ su assisto di Milinkovic-Savic e 36’ su rigore), e ad un gol di Luis Alberto. Immobile, sempre più capocannoniere segna il 17esimo gol di questa stagione in campionato. La punta napoletana, inoltre, cede anche il secondo rigore della partita al compagno Luis Alberto che trasforma il tiro dal dischetto. La Lazio sale sul podio e si conferma in piena lotta per la Champions, in attesa della partita di sabato contro la Juve. L’Udinese, ancora in cerca di un nuovo allenatore, scende in 16esima posizione, in piena lotta salvezza.
Ancora alle 15:00 andiamo in Emilia. Parma-Milan è una sfida interessante tra due squadre con diverse aspettative ma con situazioni contrarie. La buona stagione del Parma si scontra con quella fallimentare (al momento) del Milan. I crociati, privi di punte di peso, schierano un tridente leggero e veloce. Alla fine, però, sono i rossoneri a spuntarla grazie ad un gol del terzino Theo Hernandez all’88’. Partita abbastanza deludente, sia dal punto di vista del gioco che del risultato. Sono tangibili, però, i miglioramenti del Milan, che deve risalire la classifica. Il Parma si attesta in ottava posizione ancora in lotta per un posto nell’Europa che conta.
Il posticipo delle 18:00 è Napoli-Bologna. Al San Paolo va in scena una partita accesa, soprattutto nel finale. Il Napoli passa in vantaggio al 41’ con Llorente. Il Bologna pareggia al 58’ con Skov Olsen e la ribalta all’80’ con Nicola Sansone. Finale incandescente con il Napoli che trova il pareggio ancora con Llorente. Il VAR annulla tutto per fuorigioco dello Spagnolo. La spunta il Bologna al termine dei 90 minuti. A Napoli è crisi aperta e dichiarata e a questo punto rischiano tutti, anche Ancelotti. I risultati non arrivano e il gioco non convince nessuno; quali soluzioni per gli azzurri?
In attesa del posticipo del lunedì, l’ultima partita della domenica è Hellas Verona-Roma. Passano in vantaggio gli ospiti con Kluivert, su assist di Lorenzo Pellegrini. Pareggio immediato dell’Hellas al 21’ con Faraoni su assistenza di Zaccagni. Sul finire del primo tempo arriva il gol decisivo di Perotti su rigore. L’argentino, subentrato all’infortunato Kluivert, è glaciale dal dischetto e firma il 2 a 1. Dal 60’ le squadre si allungano lasciando spazi per ripartenze e contropiedi. Il definitivo 1-3 è firmato da Henrikh Mkhitaryan su assist ancora di Perotti. Al termine dei 90 minuti la Roma si porta in quarta posizione, mentre il Verona staziona in nona.
Il “Monday Night” è Cagliari-Sampdoria. Alla Sardegna Arena la quattordicesima giornata si conclude col botto. Cagliari e Samp danno spettacolo in campo. Finisce 4-3 per i sardi, vittoriosi al 96’minuto. Decide un gol di Alberto Cerri. Il festival del gol vede grande protagonista (finalmente!) Fabio Quagliarella. Il capitano della Samp apre le marcature su rigore al 38′. Lo stesso attaccante blucerchiato confeziona l’assist per il raddoppio di Ramirez al 52′. Nainggolan al 69′ accorcia le distanze su assist di Cigarini ma, un minuto dopo, segna ancora una volta Quagliarella (prima rete su azione) su assist di Gabbiadini. 20 minuti infuocati con Joao Pedro scatenato che ne fa due in due minuti (74’e76′). Finale dunque infuocato alla Sardegna Arena. Partita che si conclude dopo 8 minuti con gol di Cerri su assist da cross di Luca Pellegrini. Segnali di forte ripresa per quanto riguarda la Samp, apparsa però, a tratti, incapace di gestire un risultato favorevole (rimontata due volte). Il Cagliari continua la sua corsa verso l’Europa che conta e si candida ad essere la vera e propria sorpresa del campionato.
Per questa edizione del Top&Flop ho deciso di premiare Lautaro Martinez. L’argentino dell’Inter, grazie alla doppietta rifilata alla Spal, porta l’Inter in testa alla classifica.
Il ventiduenne di Bahia Blanca è sempre più al centro del gioco della nuova Inter di Conte e i 13 gol stagionali fin ora sembrano promettere bene per il proseguo della stagione della punta.
Come flop per questo turno di Serie A non potevo far altro che mettere il Napoli. I Partenopei perdono ancora e, al di la della sconfitta forse anche immeritata contro il Bologna, non sembrano essere in grado attualmente di rialzare la testa. Dopo la capitolazione contro i felsinei anche Ancelotti traballa. Che sia un cambio tecnico la soluzione a tutti i problemi del Napoli?
Il portiere della tua squadra è infortunato, la sua riserva è indisponibile nella partita contro la capolista. Cosa fai? Questa è la situazione in cui si è trovato il Sassuolo nella persona del suo allenatore Roberto De Zerbi. La sua risposta è stata mandare in campo il portiere della primavera, Stefano Turati (d’altronde non aveva altra scelta). Stefano si fa trovare pronto davanti alla Juventus, che gli mette davanti mostri sacri del calibro di Ronaldo e Higuain, Dybala e Pjanic. Il classe 2001 risponde presente e vince a pieno titolo la sfida a distanza con l’altro portiere, Gigi Buffon (non proprio l’ultimo arrivato). Complimenti Stefano!
Ciao ragazzi! Questo è un articolo che ho scitto, naturalmente, prima dell’inizio della stagione attualmente in corso. Si tratta dell’analisi tattica della Juventus. Spero possa ugualmente piacervi!
Juventus F.C. :Come giocherà nel 2019/2020? analisi tattica
Oggi voglio cimentarmi con quella che è la squadra più titolata d’Italia, quella della Torino vestita di bianco e di nero, quella del fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo, insomma, avete capito, oggi parliamo della Juventus. In particolare proveremo ad analizzare la squadra campione d’Italia da un punto di vista tattico. Partiamo!
IL MODULO
Come tutti sappiamo quest’estate la Juventus ha deciso di scaricare il suo ex allenatore Massimiliano Allegri per affidare il proprio progetto tecnico al tosco-napoletano Maurizio Sarri che, dopo l’esperienza a Napoli e all’estero sulla panchina dei londinesi del Chelsea, è pronto per una vera e propria big europea.
Durante tutta la sua carriera da allenatore, da Empoli fino ai Blues, mister Sarri ha sempre schierato una difesa a quattro e questo sarà il punto fondamentale da cui partire. 4-3-3, 4-2-3-1, 4-3-1-2: sono questi i moduli utilizzati da Sarri durante la sua carriera da allenatore e che potrebbe riproporre anche a Torino. Ad ogni modo, durante le amichevoli estive della Vecchia Signora abbiamo visto una netta disposizione secondo il 4-3-3 in fase offensiva e un 4-4-2 o 4-5-1 in fase di contenimento. Dunque, proveremo ad ipotizzare una formazione titolare secondo lo schema del 4-3-3.
PORTA
Per quanto riguarda la porta, anche con il ritorno di Buffon, il titolare indiscusso sembrerebbe restare Szczesny. Il portiere polacco si è dimostrato uno dei migliori nel suo ruolo nella passata stagione, almeno in serie A, dove ha subito 20 goal in 28 presenze, mantenendo la porta inviolata 11 volte. Il ritorno del campione del Mondo 2006, inoltre, testimonia la volontà della dirigenza bianconera di affiancare all’allenatore dei giocatori d’esperienza che possano aiutarlo a formare i giovani bianconeri.
DIFESA
DIFENSORI CENTRALI
Il Ds Paratici ha rinforzato la retroguardia con colpi importantissimi come De Ligt, arrivato dall’Ajax per circa 85 milioni di euro, e come Demiral, dal Sassuolo per 18 milioni, chiamati a sopperire alla mancanza di un senatore come Barzagli, ritirato alla fine della scorsa stagione. Nonostante alcuni dubbi i centrali titolari dovrebbero essere capitan Chiellini e il giovane De Ligt senza sottovalutare le alternative Bonucci, Demiral e Rugani (che sembra, però, in uscita).
TERZINI
Passiamo ora alle fasce laterali basse. Sulla sinistra il titolare dovrebbe essere ancora una volta Alex Sandro che, dopo alcune stagioni al di sotto delle aspettative, è chiamato a riscattarsi e a dimostrare di meritare il posto di “successore spirituale di Marcelo”. Come alternative possono essere schierati a sinistra Luca Pellegrini (appena arrivato dalla Roma ma che potrebbe partire in prestito) e Mattia De Sciglio.
Sulla destra i dubbi sono maggiori. Cancelo sembra non aver convinto il tecnico toscano che avrebbe acconsentito alla sua cessione al Manchester City. Proprio dal City potrebbe arrivare il suo sostituto, Danilo, brasiliano ex Real Madrid che era già stato vicino alla Juventus qualche anno fa. Il brasiliano rispecchia più le caratteristiche difensive che Sarri ricerca in un terzino. Danilo è, infatti, sicuramente un giocatore più difensivo rispetto a Cancelo, il quale, proprio a causa delle sue troppo frequenti sortite offensive, è stato parecchio criticato nella stagione scorsa. Danilo arriverebbe proprio in uno scambio con l’ex Inter e Valencia (con conguaglio economico a favore della Juventus, naturalmente). Alternative al brasiliano sono Hysaj, attualmente al Napoli e Florenzi, capitano della Roma. Come seconde linee per quanto riguarda la fascia laterale destra, la Juventus vanta De Sciglio e Cuadrado. Quest’ultimo potrebbe adattarsi al ruolo di terzino destro come fece più volte durante la stagione 2017/2018 e come fece all’inizio della sua carriera a Lecce.
CENTROCAMPO
Per quanto riguarda il centrocampo, Sarri è stato chiarissimo: Miralem Pjanic sarà un punto cardine, un punto fermo del suo centrocampo. Ipotizzando un più che probabile centrocampo a tre, il bosniaco ex Roma andrebbe ad occupare il ruolo di vertice basso, fungendo da regista e sfruttando le sue doti di lancio e di passaggio. Per gli altri due posti disponibili è probabile l’impiego di Aaron Ramsey come mezz’ala destra, tecnica e di inserimento. Il gallese ex Arsenal ci ha abituato a gol meravigliosi con la maglia dei Gunners sfruttando proprio la sua tecnica e la sua capacità di inserimento. Un punto a sfavore del centrocampista potrebbe essere la sua eccessiva fragilità.
Per l’altro posto da titolare si è parlato del ritorno di Paul Pogba, difficile, molto difficile. Nonostante ciò la Vecchia Signora può vantare soluzioni più che soddisfacenti anche nell’attuale rosa. Una di esse porta il nome di Blaise Matuidi. Il francese ha esperienza da vendere ed una grande resistenza che sarebbe sicuramente utile alla causa bianconera. Tuttavia, per l’ex PSG si è parlato di un ritorno in patria, alla corte del parigini o del Monaco.
Un’altra soluzione parla anch’essa francese e si chiama Adrien Rabiot. Il giocatore arrivato a parametro zero dal PSG è un centrocampista tecnico, ma anche di grande sostanza e quantità che abbina un fisico possente ad una buona agilità e ad un ottima tecnica. All’occorrenza può svolgere anche il ruolo di vertice basso in un centrocampo a tre.
Altre possibilità sono Bentancur, Khedira (in uscita direzione Bundesliga) ed Emre Can, con quest’ultimo giocatore che avrà un ruolo sicuramente importante imponendosi probabilmente come prima riserva di Pjanic nel ruolo di mediano davanti alla difesa.
ATTACCO
FASCE
Sulle fasce la Juventus vanta tutti giocatori di indiscussa qualità, a partire da Cristiano Ronaldo, che Sarri ha dichiarato di voler far giocare nel suo ruolo naturale di ala sinistra, a Bernardeschi, per cui il tecnico toscano ha espresso parole di apprezzamento. Anche Douglas Costa sarà una prima scelta nello scacchiere di Sarri: con la sua velocità il brasiliano può essere il dodicesimo uomo per la Juventus, entrando a partita in corso e indirizzandola a favore della Vecchia Signora. Alternative sono Cuadrado e Mandzukic (il cui futuro, però sembra essere lontano da Torino). C’è poi il rebus Dybala. In questi giorni la Juventus pare essere determinata ad accaparrarsi la punta belga Lukaku, dal Manchester United, inserendo nella contropartita il fantasista argentino. La Joya, però, non sarebbe convinto del progetto tecnico dei Red Devils e potrebbe rifiutare l’offerta degli inglesi per tentare di convincere Sarri a tenerlo in squadra. Il giocatore ex Palermo potrebbe giocare come falso Nueve in un 4-3-3 o come esterno destro nel medesimo modulo. In un ipotetico 4-3-1-2 la Joya giocherebbe come trequartista o come seconda punta alle spalle di Ronaldo… insomma toccherà al mister trovargli una posizione in campo e toccherà a lui rispondere alle critiche sul campo e riscattarsi da una stagione sottotono.
PUNTE
Le punte che la Juventus ha attualmente a disposizione sono Mandzukic e Higuain. Il primo sembra dover trovarsi una sistemazione (Borussia Dortmund o Manchester United). Il secondo è un pupillo di Sarri che lo ha voluto con se anche a Londra dopo averlo allenato con la maglia del Napoli. Nonostante ciò l’argentino è stato accostato a squadre come Roma e Inter, ma lui sembra essere determinato a rimanere alla corte di Sarri per ritagliarsi un posto al centro dell’attacco. Con la cessione di Kean, all’Everton per 40 milioni, una possibilità e quella di spostare Ronaldo nel ruolo di centravanti. Molto probabile, però, che Paratici arrivi in soccorso di Sarri intervenendo sul mercato (Lukaku o Icardi).
Insomma, anche quest’anno la Juventus sembra avere tutte le carte in regola per puntare a vincere tutto, ma la vera domanda è: ce la farà??
Ecco la probabile formazione della Juventus nella stagione 2019/2020: